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appuntamento con il TEATRO NAPOLETANO


"Ditegli sempre di si", di EDUARDO DE FILIPPO


UN PICCOLO GIOIELLO DA NON PERDERE.

Un capolavoro di Eduardo De Filippo, portato in scena dagli attori che hanno avuto l’onore di essere diretti dal grande maestro napoletano.

Vi aspettiamo a Teatro per questo ulteriore e imperdibile appuntamento con il TEATRO NAPOLETANO







martedì

5 febbraio 2013







GIGI SAVOIA

MARIA BASILE SCARPETTA

in

“DITEGLI SEMPRE DI SI”

di

EDUARDO DE FILIPPO

e con

RENATO DE RIENZO

ANTONIO CASAGRANDE

Regia

Maurizio Panici




MUSICHE: Antonio Sinagra COSTUMI:Lucia Mariani

DISEGNO LUCI: Franco Ferrari SCENE: Renato Lori




Michele (Gigi Savoia), appena uscito dal manicomio, torna a casa dove lo attende la sorella Teresa (Maria Basile Scarpetta), che è la sola a conoscere i suoi trascorsi di pazzia. Michele sembra guarito, ma prende alla lettera tutto ciò che gli viene detto, addirittura diffonde la falsa voce che il giovane Luigi è pazzo, e quindi cerca di tagliare la testa al ragazzo, per guarirlo, in quanto “la causa di tutti i mali è nella testa”. Michele viene fortunatamente fermato in extremis dalla sorella e riportato in manicomio.




Aveva appena ventisette anni Eduardo quando scrisse “Ditegli sempre di sì”. Era il 1927 eppure il testo è incredibilmente attuale. Una commedia in due atti scritta da Eduardo De Filippo per Vincenzo Scarpetta due anni prima la data della prima messa in scena che avvenne proprio ad opera di Scarpetta nel 1927. La riproposizione da parte della compagnia Teatro Umoristico I De Filippo fu invece del 1932 per la regia di Eduardo, al Teatro Nuovo di Napoli e nella commedia recitano, oltre ai tre fratelli De Filippo, tra gli altri, anche Tina Pica e Dolores Palumbo.




A due anni da “Chi è cchiù felice e me” Gigi Savoia torna ad impersonare uno dei personaggi più famosi di Eduardo, affiancato da attori del calibro di Maria Basile Scarpetta e Renato De Rienzo. Un testo caro a Savoia che veniva per la prima volta diretto proprio da Eduardo nel 1981 vestendo i panni di Nicola prima e Vincenzo Gallucci poi.




“[...] assai bravo, ci mancherebbe, si dimostra Gigi Savoia, un Michele Murri scavato in un autentico catalogo delle smorfie allusive[...] Gran divertimento e molti applausi spesso a scena aperta [...]”

(Enrico Fiore, Il Mattino)

“[...] la coppia Maurizio Panici (che cura la regia) e Gigi Savoia non può che essere brillante [...] l’atmosfera è quella giusta, schiettamente eduardiana, favorita dall’esperienza dei protagonisti [...]”

(Stefano De Stefano, Corriere del Mezzogiorno)

“[...] Savoia regala un Michele Murri perfetto nella comicità ma anche nel dramma di un diverso che vede negli altri la vera diversità. [...] Applausi e risate ampiamente meritate fanno registrare un grande successo ed una vittoria del teatro di tradizione, qui rivisto con intelligenza e misura. [...]”

(Gianmarco Cesareo, teatro.org)




La recensione di Wanda Castelnuovo




Ditegli sempre di sì

Una valida opera teatrale recitata con grande classe lascia un segno e una soddisfazione che restano nel tempo dando la certezza che il buon teatro può sempre esistere ed è intramontabile.

È il caso di 'Ditegli sempre di sì' - commedia del 1927 estremamente sfaccettata tra l’ironico, l’amaro e il drammatico uscita dalla penna del giovane Eduardo De Filippo (Napoli 1900 – Roma 1984) - recitata splendidamente da un ottimo cast di attori guidati dalla valente regia di Maurizio Panici e in scena al San Babila di Milano: da verace e fine partenopeo il direttore Gennaro D’Avanzo sa scovare il meglio della sua terra.

L’argomento trattato - molto à la page in quei primi lustri del ‘900 anche per la nascita della psicoanalisi a opera di Sigmund Freud - è la pazzia (tema caro a molti autori primo fra tutti Pirandello anche per la dolorosa esperienza familiare) di cui soffre Michele Murri che, precorrendo la legge Basaglia, viene mandato fuori dalla gabbia del manicomio nell’intento di reinserirlo nel contesto sociale originario.

Splendida pennellata quella della famiglia d’origine con una sorella Teresa Lo Giudice (un’efficace Maria Basile Scarpetta) che fronteggia a testa alta e con dignità le difficoltà anche economiche affittando una camera a uno stravagante giovane aspirante attore, certo Luigi Strada (il bravissimo Massimo Masiello) e soprattutto che porta da sola il peso di un pesante segreto, la malattia del fratello ufficialmente in viaggio.

La situazione si aggroviglia con l’arrivo a casa di Michele, lo straordinario Gigi Savoia che si cala splendidamente nel personaggio del malato psichico apparendo perfettamente sano laddove, invece, sono presenti accenni, bagliori, segni… di un equilibrio in bilico.

La cura in manicomio è servita parzialmente e il nostro antieroe ha imparato a usare le parole secondo il loro senso per cui si ritrova spesso a bacchettare gli altri perché le utilizzano a sproposito o in modo ipocrita: quanti ieri e oggi in ogni campo fanno di questo artificio una professione nella vita privata e pubblica e dove sta allora il confine tra normalità e pazzia?

Ma le parole che hanno un loro senso proprio devono non solo essere usate con quell’onestà sostenuta da Michele, ma anche essere collegate attraverso nessi logici interrompendo i quali può succedere di tutto, proprio come in questa divertente e spietata analisi.

Unico appunto - perdonato dalla prova esemplare di tutti gli attori - l’aspetto macchiettistico dato a Vincenzo Gallucci, l’amico di famiglia interpretato dal bravo Antonio Casagrande.

La commedia è un piccolo gioiello da non perdere.





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