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27 giugno - 27 ottobre: Scipione Pulzone (1540 ca.-1598) da Gaeta a Roma alle corti europee


27 giugno, ore 12.30, Museo Diocesano: Inaugurazione della Mostra, “Scipione Gaetano pittore”


27 giugno - 27 ottobre: Scipione Pulzone (1540 ca.-1598) da Gaeta a Roma alle corti europee


27 giugno, ore 12.30, Museo Diocesano: Inaugurazione della Mostra




27 giugno - 27 ottobre:
Scipione Pulzone (1540 ca.-1598) da Gaeta a Roma alle corti europee

“Scipione Gaetano pittore”


MUSEO DIOCESANO
P.zza Cardinale Tommaso De Vio, 7



Da giugno ad agosto
da martedì a venerdì ore 17.00 -- 23.00
sabato e domenica ore 10.00 -- 13.00 / 17.00--23.00

Da settembre ad ottobre
da martedì a domenica ore 10.00 -- 17.00

La prima mostra interamente dedicata alla produzione artistica del maestro gaetano Scipione Pulzone (1540 ca. Gaeta - 1598 Roma) si confronta con il territorio di origine del pittore.
Planimetrie del museo e sezioni
LE SEZIONI DELLA MOSTRA

1. GLI ESORDI
La prima sezione della mostra è dedicata agli esordi del pittore gaetano. Avviato alla pittura probabilmente dal padre, si formò in patria, risentendo dell’ambiente artistico napoletano aggiornato sulle principali tendenze artistiche del periodo, in particolare sul raffaellismo di provenienza romana. Secondo Giovanni Baglione, dell’alunnato presso il fiorentino Jacopino del Conte si giovò la sua capacità di ritrattista, documentata dalla fine degli anni Sessanta del XVI secolo. La sezione comprende quattro dipinti d’età giovanile: Ritratto di Giovan Battista Giordani, Ritratto di dama, il ritratto a mezzo busto del Cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano, da Palazzo Barberini, Roma, e il Ritratto a tre quarti di figura del Cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano, da Palazzo Massimo alle Colonne, Roma).

2. ‘MEDICEA’ E RITRATTI DI ALCUNE GENTILDONNE

La seconda sezione è dedicata ai ritratti realizzati su commissione dei Medici e ai ritratti di alcune gentildonne; tale genere pittorico valse a Scipione il riconoscimento da parte dei più esigenti rappresentanti delle élite del tempo. Vi figurano il Ritratto di Donna Faustina Orsini Mattei, figlia di Pierfrancesco Orsini, signore di Bomarzo, sposa di Fulvio Mattei, morta a 37 anni nel 1594, della collezione Vittorio Sgarbi; il Ritratto di gentildonna già identificata con Lucrezia Cenci; il Ritratto di gentildonna recentemente rinvenuto da Xavier Salomon nel Grand Hotel Sitea a Torino; il Ritratto di Bianca Cappello (Kunsthistorisches Museum, Vienna); il Ritratto di giovane dama verosimilmente identificabile con Cristina di Lorena in sembianze giovanili (Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze); il Ritratto di giovane dama (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Palazzo Pitti, Firenze); i ritratti della coppia granducale, Ferdinando de’ Medici e la moglie, Chréstienne de Lorraine, nota in Italia come Cristina di Lorena (Galleria degli Uffizi, Firenze).

3. LA NUOVA ICONA

La terza e la quarta sezione qualificano Pulzone come apprezzato interprete dei princìpi ideali ed estetici della Controriforma. L’ampia selezione di opere – in diversi casi restaurate per l’occasione espositiva – proviene sia dal territorio laziale (Caprarola, Priverno, Ronciglione) sia da raccolte museali italiane e straniere e da collezioni private.
La terza sezione, la nuova icona, rappresenta la tipologia di icona devozionale inaugurata da Pulzone, di grande successo tanto da stimolare una numerosa serie di repliche e copie. Tra i dipinti, alcuni dei quali mai apparsi in pubblico, spicca il recente ritrovamento di Cristo sulla via del Calvario, già destinata al viceré di Sicilia Marcantonio II Colonna e ritenuta perduta dal XVII secolo. Vi si ammirano inoltre la Madonna della rosa e la Beata Vergine tradizionalmente attribuita a Pulzone ma ora definitivamente assegnata a Marcello Venusti, ambedue della Galleria Borghese di Roma; la Santa Prassede dal Museo de la Colegiata di Castrojeriz (Burgos); la Santa Chiara in prestito dal Real Collegio de Corpus Christi di Valencia; il Salvator Mundi dalla cattedrale di San Pietro a Mantova.

4. ARTE SACRA

Per la quarta sezione, dedicata alla produzione pubblica di opere di arte sacra e rappresentata dalle pale d’altare, le sale del Museo Diocesano ospitano la Deposizione realizzata per la cappella della Passione del Gesù e oggi al Metropolitan Museum of Art; la Crocifissione della cappella Caetani della nuova chiesa degli Oratoriani a Roma, Santa Maria in Vallicella; la Salomè con la testa di Giovanni Battista in collezione privata; la Madonna degli angeli con san Francesco e santa Chiara dalla chiesa dei Cappuccini di Milazzo; L’Immacolata con angeli, i santi Andrea, Chiara, Francesco e Caterina d’Alessandria e Andrea Cesi, figlio della duchessa di Ceri, dall’altare maggiore della chiesa dell’Immacolata di Ronciglione (Viterbo); la Sacra Famiglia dalla Galleria Borghese. L’Annunciazione del Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli (in mostra da agosto), fu dipinta da Pulzone per la chiesa di Sant’Angelo in Planciano di Gaeta e dal XIX secolo trasferita nella città partenopea.

5. LE OPERE DI COMMITTENZA COLONNA

La quinta sezione riguarda la committenza della famiglia Colonna e comprende il ritratto di Martino V Colonna, commissionatogli nel 1574 al pari della Maddalena penitente, per l’altare di Marcantonio II in San Giovanni in Laterano, prime prove pubbliche romane di Pulzone alle quali il recente restauro ha restituito la smagliante cromia originaria; il Cristo sulla via del Calvario oggi sul mercato antiquario (identificata da Antonio Vannugli due anni or sono), dipinta per il viceré di Sicilia Marco Antonio Colonna. Alla generosa collaborazione di don Prospero Colonna si deve la presenza in mostra di due ritratti provenienti dalla Galleria Colonna: il Ritratto di Marcantonio II Colonna a figura intera, il più alto e programmatico esempio della ritrattistica laica di rappresentanza di Scipione, in cui sia gli attributi come il toson d’oro, sia tutta l’impostazione testimonia il rango dell’effigiato quale fedele vassallo del re di Spagna, di Napoli e di Sicilia, e il Ritratto a mezzo busto, in cui il condottiero indossa il berrettone di velluto nero che aveva portato il 4 dicembre 1571, giorno dell’ingresso trionfale a Roma di ritorno dalla vittoria di Lepanto. Questa sezione della mostra ruota proprio intorno allo Stendardo di Lepanto, consegnato all’ammiraglio Marcantonio Colonna da Gregorio XIII in occasione della celebrazione della vittoria di Lepanto e affidato alla città di Gaeta in custodia perpetua, oggi conservato nel Museo Diocesano.

6. RITRATTI DI PAPI E CARDINALI

La sesta sezione, dedicata ai ritratti di papi e cardinali, testimonia la fama conquistata da Scipione, mantenuta fino alla fine del XVI secolo, quale grande ritrattista, tanto da ricevere la commissione delle immagini ufficiali di quattro pontefici: Pio V Ghislieri, Gregorio XIII Boncompagni, Sisto V Peretti e Clemente VIII Aldobrandini. Apre la sezione il Ritratto del Cardinale Antoine Perrenot de Granvelle, figura centrale della politica asburgica europea del Cinquecento, nella versione conservata a Besançon; gli si affiancano il Ritratto di Gregorio XIII Boncompagni proveniente da Villa Sora a Frascati; il Ritratto di Pio V Ghislieri da Palazzo Colonna; il Ritratto del cardinale Michele Bonelli noto come Cardinale Alessandrino, già nella raccolta del Museo Diocesano di Gaeta; il Ritratto del cardinale Enrico Caetani – nell’insolito formato a figura intera stante, prototipo di una galleria di “ritratti di famiglia” secondo un uso dinastico all’epoca – in prestito dalla sede della Fondazione Roffredo Caetani di Ninfa; il Ritratto del cardinale Alessandro Farnese da Palazzo Barberini; il Ritratto del cardinale Giacomo Savelli della Galleria Corsini, che contende al Granvelle la finissima restituzione fisionomica e l’acuta interpretazione psicologica del personaggio.











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